Pubblicato da: Stefano Anedda | 10 giugno 2011

Lettera aperta ai Giovani democratici

-pubblicato e commentato tramite Facebook-

ANCHE la Sardegna oggi ha i suoi giovani democratici. Evidentemente, quel cattivo vento di antipolitica tra i giovani sembra essersi placato. E’ ormai da un po’ di anni che faccio politica dentro e fuori dal partito. E ho notato, tramite le bellissime esperienze di associazionismo giovanile nate o che si apprestano a nascere, che la voglia di partecipare c’è, è viva e presente. E ho notato, viceversa, che la “voglia giovanile” alla partecipazione alle riunioni di partito da me convocate è sempre stata scarsa, per non dire nulla.

Evidenzio allora due fatti: il primo riguarda la “scarsa attrattività” che purtroppo i partiti politici hanno assunto e che crea una forte diffidenza e un marcato senso di “non appartenenza” tra la maggior parte dei giovani. Il secondo pone in luce il nocciolo della questione che voglio sottolineare: non vi è assolutamente un atteggiamento diffuso di “antipolitica”, bensì una forte diffidenza nei confronti dei partiti. E’ tutta un’altra cosa. La voglia di fare politica attiva, di gestire la res publica, di essere soggetti attivi c’è. Ed è tanta.

Nonostante mi sia stato proposto ho deciso di “starmene fuori”, almeno per ora, dagli organi dirigenti dei neo costituiti GD. Motivo la mia scelta anzitutto nel fatto che, ricoprendo ad oggi l’incarico di segretario PD di Orroli, ritengo poco utile e particolarmente improduttivo la partecipazione a troppi organismi del partito generando una proliferazione d’incarichi e conseguentemente uno scarsa possibilità di dedicarsi bene a ciascun ruolo. Inoltre non nego un certo mio “scetticismo” nella eccessiva proliferazione di organizzazioni. Chi, come me, ha intrapreso studi che comprendono anche l’analisi di queste entità, saprà bene che l’esigenza di “creare” nuove “organizzazioni” nasce dal fatto che vi sono delle necessità di unione di sinergie, di programmi, si ha, in effetti, una idea comune per raggiungere un fine comune. L’organizzazione quindi, è uno degli strumenti per raggiungere questo fine. Il pericolo che si corre, e che, quindi, va con tutte le forze scongiurato, è che l’organizzazione diventi il fine e non il mezzo. Non voglio sconfinare in toni professorali, assolutamente, ne voglio dare “lezioni” a nessuno. Voglio però evidenziare questo problema.

Per questo, con questa lettera aperta, voglio fare un grossissimo augurio agli amici giovani democratici per il lavoro che si accingeranno a compiere. E allo stesso tempo spero che il possibile problema da me evidenziato sia solo un “incubo” nella mia mente. Nulla di più. E auspico infine, che quella grossa “voglia di partecipare” che ho riscontrato nella società civile, possa essere il pozzo da cui attingere risorse umane, di conoscenza e professionalità per la creazione di una bella formazione politica giovanile come i GD, ma, soprattutto, che sia la base per la costruzione di un PD e di un centro sinistra propositivo, alternativo alle destre, plurale, democratico.

Bonu traballu,

Stefano Anedda, segretario cittadino PD Orroli.

Pubblicato da: Stefano Anedda | 7 ottobre 2010

La schizofrenia dei “rivoluzionari-conservatori anti-Gelmini”

VEDI L’ARTICOLO SUL QUOTIDIANO DELLA SINISTRA RIFORMISTA “ROSA ROSSA”

di STEFANO ANEDDA

L’8 ottobre 2010 sarà una grande giornata, me lo sento. Pensarci, mi fa tornare indietro di diversi mesi, fino a giungere ai primi giorni di ottobre, questa volta del 2008.
C’è stanchezza, forse tanta amarezza. Forse, però, c’è anche tanta voglia di cambiamento. Sento che c’è voglia di essere protagonisti del proprio futuro: una grande mobilitazione di massa.

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Pubblicato da: Stefano Anedda | 3 agosto 2010

“CRONACHE DI UNA POLITICA IN CANCRENA”

di STEFANO ANEDDA

Scrivo, dopo una “vacanza” di due mesi almeno, per esprimere il mio non poco rammarico per la situazione politica nostrana. Cascano veramente le braccia, e se non ci fosse ancora quel piccolo ma ancora acceso lume che mi guida nel buio profondo (la crisi politica), penso che dallo schifo provato starei ora ben lontano dai “fasti” del partito.

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Pubblicato da: Stefano Anedda | 20 maggio 2010

A proposito dei costi della politica: una provocazione fuori dal coro

VEDI L’ARTICOLO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO ROSA ROSSA

di STEFANO ANEDDA

 

Le indennità percepite oggi dalla classe politica nostrana non vanno bene.
E, nonostante a molti parrebbe strano questo, alcune indennità non vanno bene per il loro tendere troppo al ribasso.

Ci accingiamo a rinnovare consigli comunali e sindaci. Sapete a quanto ammonta l’indennità ad esempio per un Sindaco di 2.500 abitanti? 1400 euro lordi al mese per dodici mensilità, ossia un netto mensile di 900 euro. Un assessore? Il 10% del compenso del sindaco, quindi la bellezza, pensate, di 90 euro mensili.  Non sono controcorrente nello sbandierare questi dati, ne un difensore della “Casta” a denunciarli.

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Pubblicato da: Stefano Anedda | 11 maggio 2010

Quando il proletariato diventa plebe

VEDI L’ARTICOLO SU ROSA ROSSA

di STEFANO ANEDDA

Le immagini di Adro trasmesse dall’Annozero di giovedì erano davvero inquietanti.

Le mamme padane difese da un sindaco leghista davano show di palese razzismo ed ignoranza.


E’ una guerra tra poveri questa.
Si mostrano immagini truculente di una ferocia inaudita verso l’immigrato residente da tanti anni nello stesso comune.

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Pubblicato da: Stefano Anedda | 26 aprile 2010

I BOIA DELLA CULTURA

VEDI QUESTO EDITORIALE PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO ROSA ROSSA

di STEFANO ANEDDA

Ho deciso di scrivere questo mio pezzo, quasi simbolicamente, nella biblioteca della facoltà di economia che frequento.
L’ho fatto in un intervallo tra due lezioni, all’incirca all’ora di pranzo.

A molti lettori parrebbe fin qui banale e forse insensato questo mio cappello introduttivo.
Eppure la simbologia che lo accompagna fa riferimento ad un tema che non solo è molto caro a me da sempre, ma ritengo sia di fondamentale importanza per tutti e per lo sviluppo dell’intero sistema-paese: è la tanto bistrattata Cultura.

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Pubblicato da: Stefano Anedda | 9 aprile 2010

UNA SPERANZA PER RIPARTIRE

VEDI L’ARTICOLO PUBBLICATO SUL QUOTIDIANO LA ROSA ROSSA

di STEFANO ANEDDA

CON piacere ho accettato di contribuire al dibattito e alla crescita culturale che ne consegue di questo quotidiano.

Il mio è un punto di vista sicuramente “nuovo”, “incontaminato”.
Il mio è il punto di vista di un “segretario-ragazzino”, come mi hanno definito, accompagnato da quel “èsprit” di giovinezza che legato alla politica di questi tempi diventa quasi un ossimoro.

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