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ANCHE la Sardegna oggi ha i suoi giovani democratici. Evidentemente, quel cattivo vento di antipolitica tra i giovani sembra essersi placato. E’ ormai da un po’ di anni che faccio politica dentro e fuori dal partito. E ho notato, tramite le bellissime esperienze di associazionismo giovanile nate o che si apprestano a nascere, che la voglia di partecipare c’è, è viva e presente. E ho notato, viceversa, che la “voglia giovanile” alla partecipazione alle riunioni di partito da me convocate è sempre stata scarsa, per non dire nulla.
Evidenzio allora due fatti: il primo riguarda la “scarsa attrattività” che purtroppo i partiti politici hanno assunto e che crea una forte diffidenza e un marcato senso di “non appartenenza” tra la maggior parte dei giovani. Il secondo pone in luce il nocciolo della questione che voglio sottolineare: non vi è assolutamente un atteggiamento diffuso di “antipolitica”, bensì una forte diffidenza nei confronti dei partiti. E’ tutta un’altra cosa. La voglia di fare politica attiva, di gestire la res publica, di essere soggetti attivi c’è. Ed è tanta.
Nonostante mi sia stato proposto ho deciso di “starmene fuori”, almeno per ora, dagli organi dirigenti dei neo costituiti GD. Motivo la mia scelta anzitutto nel fatto che, ricoprendo ad oggi l’incarico di segretario PD di Orroli, ritengo poco utile e particolarmente improduttivo la partecipazione a troppi organismi del partito generando una proliferazione d’incarichi e conseguentemente uno scarsa possibilità di dedicarsi bene a ciascun ruolo. Inoltre non nego un certo mio “scetticismo” nella eccessiva proliferazione di organizzazioni. Chi, come me, ha intrapreso studi che comprendono anche l’analisi di queste entità, saprà bene che l’esigenza di “creare” nuove “organizzazioni” nasce dal fatto che vi sono delle necessità di unione di sinergie, di programmi, si ha, in effetti, una idea comune per raggiungere un fine comune. L’organizzazione quindi, è uno degli strumenti per raggiungere questo fine. Il pericolo che si corre, e che, quindi, va con tutte le forze scongiurato, è che l’organizzazione diventi il fine e non il mezzo. Non voglio sconfinare in toni professorali, assolutamente, ne voglio dare “lezioni” a nessuno. Voglio però evidenziare questo problema.
Per questo, con questa lettera aperta, voglio fare un grossissimo augurio agli amici giovani democratici per il lavoro che si accingeranno a compiere. E allo stesso tempo spero che il possibile problema da me evidenziato sia solo un “incubo” nella mia mente. Nulla di più. E auspico infine, che quella grossa “voglia di partecipare” che ho riscontrato nella società civile, possa essere il pozzo da cui attingere risorse umane, di conoscenza e professionalità per la creazione di una bella formazione politica giovanile come i GD, ma, soprattutto, che sia la base per la costruzione di un PD e di un centro sinistra propositivo, alternativo alle destre, plurale, democratico.
Bonu traballu,
Stefano Anedda, segretario cittadino PD Orroli.

Ci accingiamo a rinnovare consigli comunali e sindaci. Sapete a quanto ammonta l’indennità ad esempio per un Sindaco di 2.500 abitanti? 1400 euro lordi al mese per dodici mensilità, ossia un netto mensile di 900 euro. Un assessore? Il 10% del compenso del sindaco, quindi la bellezza, pensate, di 90 euro mensili. Non sono controcorrente nello sbandierare questi dati, ne un difensore della “Casta” a denunciarli.

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