di STEFANO ANEDDA
QUANDO il filosofo francese Voltaire scrisse il “Traité de la Tolérance” nel 1763, i valori illuministi e progressisti andavano diffondendosi in Europa come reazione alla precedente chiusura mentale e sociale che caratterizzava il consolidato (parlando in particolare della Francia, culla dell’Illuminismo) “Ancien régime” delle corvées e dei privilegi nobiliari, delle legittimate disuguaglianze sociali, dei diritti spesso negati e dell’assenza di libertà per la maggior parte della popolazione.Oggi, nella nostra cara Italia (per portare un esempio a noi vicino), questo processo di maggiore civilizzazione della società si è invertito e gli istinti della più accesa intolleranza hanno preso posto nelle menti dei molti.
Ecco così tutti gridare contro l’extracomunitario o contro i comunitari di recente ingresso (est europeo).
Ed ecco anche le reazioni: pestaggi, insulti, discriminazione e diffidenza nei loro confronti. La “normalità” delle persone “per bene” contrapposta alla “diversità” de “l’altro”: di chi non ha le nostre usanze, di chi non professa la nostra stessa religione, di chi non la pensa come noi.
Il problema sociale che nasce è gravissimo, perché per una società non uniforme, dove sino a poco tempo fa (e speriamo si continui ancora!!) si cercava di utilizzare la varietà come potenzialità e l’integrazione diveniva unica soluzione per la coesione di una collettività multietnica, in questi ultimi mesi si vedono tutt’altre ricette, tra le quali ad esempio l’espulsione dal nostro paese, pene più severe contro gli extra comunitari (“reato d’immigrazione clandestina”) o lo sgombero forzato dei campi nomadi senza successiva nuova collocazione degli inquilini.
I provvedimenti, se pur il governo dica essere “prassi comune agli altri stati europei”, fanno titolare “Roma sotto l’Impero dell’odio” un video posto on-line da un’importante giornale progressista francese, Libération e hanno fatto lanciare al Capo dello Stato, Giorgio Napolitiano, in occasione della festa della Repubblica il 2 giugno scorso, un appello (ripreso poi anche da numerosi giornali esteri) contro una deriva xenofoba e di violenta intolleranza.
Ma il punto è che alla gente queste misure sono piaciute. Sono bastati anche solo gli annunci dei piani contro l’immigrazione per far balzare l’indice di gradimento del Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi, dal 17 % al 50 %, così come dichiarava il Sole 24 Ore in un articolo sull’argomento.
E se piace, perché non dare allora un’ulteriore spinta, perché non intervenire con “forti” espressioni di carattere decisionista, magari per prendere ulteriori punti nella scala di valori della popolarità? Se la demagogia piace alla “pancia” è ovvio che la si ritiene la carta vincente, a cui dare priorità, da usare magari immediatamente dopo un governo (caduto in anticipo e sconfitto alle elezioni) che come gradimento generale stava molto in basso.
Il problema a mio avviso sta nella mentalità comune e se certe idee sono presenti nella testa, significa che i mass media, che veicolano il grosso, grossissimo pacchetto d’informazioni all’utenza, sono stati i principali artefici di questa problematica situazione.
La domanda che mi sorge è: cosa ci sarà dopo? Dopo che l’intolleranza ha preso il sopravvento e lo stato diviene il primo a legittimare misure “tolleranza zero”, come ci ripetono spesso, quale sarà la mossa successiva? Cosa farà la popolazione? Cosa farà il governo?
Il mio punto di vista sembrerà fazioso, ma se la cultura, l’informazione, l’istruzione, non saranno incentivate a produrre e mettere in scena notizie di stampo “illuminista”, portatrici di un’etica universale e di valori basati sulla tolleranza, sul cosmopolitismo, sulla libertà, la dignità e il rispetto dell’individuo, che i grandi maestri quali Voltaire, Diderot, Rousseau o Montesquieu hanno saputo portar avanti e diffondere un po’ di tempo addietro, allora correremo il rischio di “regresso” sociale e culturale, che porterà inevitabilmente alla sola reazione sfrenata e ad una svolta conservatrice di arroccamento e chiusura generale.
Siamo sicuri che questo sia positivo e migliore per la società?
Per lunghi tempi si è combattuto per la tutela dell’individuo, a prescindere da ogni sua particolarità, solo per il fatto che si è tutti uomini, maschi o femmine, ricchi o poveri, bianchi o neri etc, e ora si è veramente pronti a gettare all’aria secoli di difficili conquiste?
La risposta a questa domanda è in ciascuno di noi.
Sta a noi, alla società decidere. Bisogna ragionare e riflettere a fondo sulla questione e non pensare egoisticamente solo alla nostra persona, ma aprirci anche al “nuovo” e al “non conosciuto”.
Altrimenti, se la maggioranza vorrà diversamente, io, come chi la pensa come me, da convinto sostenitore del sistema democratico e della libera scelta, non potrò che prendere atto della decisione, pur continuando a considerarla gravemente “regressista” per l’intera comunità.
RIMANDO ANCHE ALL’ARTICOLO SULLO STESSO ARGOMENTO DI MICHELE SERRA
- Ecco quì riportata la presentazione del mio intervento sul sito-blog del Circolo GL di Sassari con cui collaboro. Per visualizzare l’articolo direttamente sul sito del circolo: http://circologl.splinder.com
“Che cosa direbbe oggi Voltaire?”
Diamo molto volentieri voce all’amico e compagno Stefano Anedda. Con questo articolo di prossima pubblicazione sul Giornale della Trexenta affronta un tema di estrema attualità. Il suo scritto mostra come la ragione umana, questa fievole luce che rischiara le tenebre della nostra esistenza, mostrandoci fra mille difficoltà la via da percorrere, non sarà mai una vuota formula retorica, finché la sapremo esercitare con lungimiranza e tenacia.
Brillante. ti avrebbe messo 10 per un tema del genere
Da: Andrea Orrù su Giugno 13, 2008
alle 12:30 am
Secondo me ti avrebbe messo sicuramente un multiplo di 3. Quindi 12
P.S. speriamo che in latino abbia messo anche a me un multiplo di 3!
Da: Roberto Perra su Giugno 13, 2008
alle 7:09 am
Bè dato che tutti parlano della nostra io mi dissocio e faccio riferimento all’inizio dell’articolo..Che senza ombra di dubbio non si riferisce all’italiano!! Traité de tollerance?! Ma stiamo scherzando?? Basta cose che hanno a che fare col francese!!! BASTA! Non vorrai tradurlo in francese e vincere un’altro concorso?!
scherzi a parte ti faccio i miei complimenti… Bravo
Da: Luca su Giugno 17, 2008
alle 10:39 am
Ciao Lu…hai rimesso internet???
))))) 
a proposito di francese e italiano etc…ti serve il tabellone con i voti? se vuoi te lo mando per e mail…
ormai è un relitto d’insestimabile valore…
comunque bravissimo anche tu…anche quest’anno ti sei confermato in 4 posizione in classe…l’anno prossimo però sali ancora…magari in prima ex equo con un altro….
Ste
ps bravo anche ad andrea…quest’anno primo..
Da: stefano anedda su Giugno 17, 2008
alle 11:21 pm
ma non in italiano, francese e disegno XD
Da: Andrea Orrù su Giugno 20, 2008
alle 2:35 am