Inserito da: stefano anedda | Luglio 10, 2008

“IL CAIMANO CHE TORNA (E PIACE) E LA SINISTRA ALLO SBARAGLIO”

di STEFANO ANEDDA

ECCO: forse c’era da aspettarselo.

Dopo una “quasi” convincente maschera da politico rinnovato “in tutto e per tutto”, il Capo del Governo italiano torna ai vecchi metodi e rispolvera i suoi vecchi chiodi fissi.

Senza curarsi neppure delle apparenze, ha formato un governo più che altro composto da fedelissimi sempre pronti ad assisterlo e a dargli ascolto e in Parlamento può sempre contare sui suoi consulenti-difensori principi del foro.

La (sua) questione giudiziaria, in un contesto di totale declino per l’intero paese (tranne che per lui, per i pochi suoi intimi e compagnia), diviene questione di primaria importanza e cinicamente sbattuta sulle facce dei componenti delle Camere e di tutti gli italiani, per essere risolta con il cosiddetto “lodo Alfano” e con la “legge salva-processi”, quasi illudendoci che questi sono provvedimenti fatti per il bene della comunità: il governante deve essere nelle condizioni di amministrare in serenità, senza quest’inghippo dei giudici alle calcagne.

Au contraire l’unica autentica faccia della medaglia è il solito (e già noto) tentativo di creare ulteriori leggi ad personam che, forse, chi ne avrebbe il ruolo non sta combattendo con tutti gli strumenti disponibili e con tutte le forze possibili.

La manifestazione “No Cav” dell’8 luglio sarebbe stata positiva solo se avesse centrato l’obbiettivo primario di veicolare tra la gente solo la verità, aiutando tutti ad aprire gli occhi nei confronti di uno stato di “poca democrazia” (per usare toni soft) nel nostro paese e di tutta la demagogia e il populismo contenuto in molti interventi del governo.

Invece ecco un susseguirsi di insulti che poco avevano a che vedere con lo scopo dell’iniziativa, accompagnati, per fortuna, anche dagli interventi pacati e seri dei padri nobili dell’iniziativa.

Dai giornali però è stata ricordata soprattutto per le polemiche scaturite dagli insulti.

Purtroppo è stata un’occasione d’oro gettata all’aria.

E qui bisogna fare un sincero mea culpa dalla parte di chi ancora, e per fortuna, si oppone a Berlusconi e alla destra.

Bisogna capire infatti che la politica negativa del Cavaliere (come di qualsiasi altro avversario politico) non si combatte con l’antipolitica, con gli insulti a tutti (compreso uno dei pilastri della nostra democrazia, il Presidente della Repubblica) o con il qualunquismo messo d’ovunque.

Al contrario si combatte con la vera politica, quella degli ideali, quella dei programmi innovativi, e non che fanno a gara per essere l’uno più simile all’altro.

Se la sinistra non pensa a riconquistare il proprio campo e non cerca di agire seriamente sul piano sociale, la vera carta che la contraddistingue dalla destra conservatrice e corporativa, è destinata a continuare a stare sotto ed impotente nei confronti di governi in stile Berlusconi.

Ormai si conosce bene questo stile: anzitutto le riforme populiste e a breve termine per tenere buona la massa (e vincere le elezioni vantandosi, con discorsi di una demagogia più unica che rara, di tutti i punti del programma “attuati”) e in mezzo voilà tutte le leggi e le leggine per risolvere i propri problemi personali.

Purtroppo la destra da noi dispone sempre e comunque di un grande consenso tra la gente.

Sembrerà banale, ma la risposta a questo “fenomeno” forse è a portata di mano: col suo spirito tipico da “venditore” il Cavaliere e la sua compagnia delle opere dà sempre le soluzioni per l’immediato, quasi provvisorie, ma che piacciono alle pance ingenue subito appagate dalle pronte risposte.

Chi si comporta da “vero statista” pensando anche “un poco” alle future generazioni e proponendo riforme a medio-lungo termine, nella mentalità comune (nel senso della maggior parte della popolazione) diviene di fatto un politico che si dà la zappa ai piedi poiché risulta incapace di rispondere ai bisogni della gente (e quindi da mandare via: “a casa”). Così è accaduto ad esempio con il Governo Prodi, che proponendo due anni di sacrifici volti al primario risanamento del debito e alla lotta all’evasione fiscale, è sceso subito giù a picco in consenso. Poi è caduto (per altri motivi) proprio dopo questi due anni, quando ancora non aveva fatto nulla per aumentare, ad esempio, il potere d’acquisto (con il cosiddetto tesoretto) di chi ha fin troppo stretto la cinghia precedentemente.

In una visione che tende troppo a banalizzare: con lui prima il bastone, e poi la carota non riesce mai ad arrivare.

Non tutti però guardano al progetto nel suo insieme: prima risaniamo e poi, in teoria (non si può dimostrare con i fatti, visto che il governo è sempre caduto prima), ridistribuiamo.

E così torna sempre lui, il Cavaliere di Arcore, il Benefattore del popolo, il Salvatore di tutti, pronto ad illuderci per l’ennesima volta.

Purtroppo l’ironia da fare è ben poca.

È giunto il tempo che chi ancora si definisce di sinistra, o, per non osare troppo, chi si oppone alla destra, si rimbocchi bene le maniche e incominci a costruire qualcosa di utile e positivo per il paese e per la gente, per la costruzione di una società migliore.

Quest’ultima a lungo, lunghissimo termine.

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Risposte

  1. “Tutti sono uguali, anche se c’è sempre qualcuno che è più uguale degli altri…”
    Stiamo assistendo a qualcosa di veramente scandaloso, e lo scandalo aumenta in maniera esponenziale se si mettono insieme le cose che sono successe in questi tre mesi in parlamento e se ci si ricorda un po’ della campagna elettorale.
    Il punto fondamentale su cui si è incentrata la campagna elettorale dell’attuale maggioranza è stata la sicurezza:
    tagliati i fondi per oltre un miliardo alle forze dell’ordine, che scendono in piazza denunciando la necessità di ridurre il personale e i turni.
    Il solo provvedimento che dovrebbe riguardare la sicurezza è un provvedimento razzista che prende le impronte digitali dei bambini rumeni e considera l’immigrazione clandestina un reato: la clandestinità (come fenomeno) va combattuto con norme comunitarie, ma il clandestino (come persona) va aiutato!
    Ma a protestare non sono solo i membri delle forze dell’ordine: l’assemblea nazionale dei rettori ha espresso unanimemente parere contrario verso la manovra economica del governo e alcuni di essi paventano la possibile necessità di bloccare il prossimo anno accademico. In compenso, però, ci sono le promesse fatte al papa di aumentare i finanziamenti alle scuole private (in particolare quelle cattoliche), alla faccia del diritto all’istruzione e della laicità.
    Terzo settore fondamentale mortificato da questo governo: la sanità pubblica. Tagli di finanziamenti pari a quelli che riguardano la sicurezza arrivano anche qui, tantno che addirittura Roberto Formigoni, presidente della giunta lombarda e da sempre alleato di Berlusconi è sul piede di guerra!
    In questa situazione sono sempre più convinto della necessità di una sinistra forte e unita (anche se sono molto affezzionato alla falce e martello), che costituisca la “sinistra” di una coalizione di centro-sinistra di cui il PD si renda conto di non poter fare a meno. La situazione è grave, e da soli non si va da nessuna parte!

  2. Ovviamente condivido, anche perchè da affezionato lettore di Bobbio ci tengo ancora alla distinzione tra destra e sinistra e quindi alla conseguente “occupazione” dei posti nel panorama politico con a sinistra la sinistra, al centro il centro e a destra la destra. Oggi, col senno di poi purtroppo, il centrista-PD occupa i banchi un tempo “appartenuti” a Cossutta e Bertinotti. L’esigenza di avere una sinistra unita (e alleata con il centro tendente a sinistra) è necessaria anche dopo la vista della recente debacle di tutta la compagnia.
    Ancora sono perplesso sulla strada che la sinsitra vostra (PRC, PDCI etc) ha intenzione di fare: vi aprite a tutti quelli che ancora si definiscono di sinistra pur rimanendo, magari, non marxisti e, come me, socialisti liberali? Io son ben disposto ad imbarcarmi con voi, vedo ancora con diffidenza il PD troppo neodemocristiano.
    Ma sarete disposti voi ad accogliere chi si definisce liberale di sinistra?

  3. La risposta che mi viene istintivo dare a quest’ultima domanda è un sì, secco. Vanno poi definite alcune cose, che giustifichino e precisino tale risposta.
    Per prima cosa il “voi”, quando dici “..sarete disposti voi..”:
    è naturale che le differenze ideologiche che possono esserci tra me e te, non costituiscano in alcun modo un freno a una convergenza di intenti e di lotta, ma possono essere trasformate (artificiosamente) in un freno dai vertici, dove ragioni di prestigio e interesse personale troppo spesso mortificano la nature dell’idea e dell’azione politica.
    Va stabilito poi cosa va messo dentro a ciò che chiamiamo sinistra: pace, lavoro (salari, sicurezza, pensioni, stabilità), scuola e sanità pubbliche..
    In italia, il rapporto tra comunisti e socialisti non è mai stato facile, e lo è stato sempre meno (sto parlando dei partiti). Non dimentichiamo però che Marx parlava indistintamente di socialismo e di comunismo, infatti guardo con ammirazione a socialisti come Zapatero o Evo Morales mentre non posso dire lo stesso di Craxi.
    Con il socialismo genuino non possono sorgere problemi nell’individuare una convergenza che porti a una Sinistra credibile. Credo che anche l’essere liberal-socialisti non comporti incompatibilità, ma anzi, sia un punto di forza. La nostra società è dominata dalle leggi del mercato, anche per me, che sono comunista, rendere tali leggi un po’ meno spietate imponendo una razionalizzazione di queste con un maggior controllo sarebbe un importantissimo traguardo, al quale è utile lavorare insieme

  4. La “sinistra” con la quale mi identifico è quella di Giustizia e Libertà..chiaro.
    la giustizia sociale unita alla libertà individuale. La mia convergenza vi è anche per temi come pace etc.
    Se devo proprio “etichettarmi” (e questo poco mi piace) la mia linea è molto simile a quella seguita da “Repubblica” il giornale e dal suo fondatore socialista liberale Eugenio Scalfari.
    Mah: ora bisogna solo scommettere per l’anno prossimo, anche se il risultato, ahimè, non sarà buono.
    Costruiamo insieme perciò..mi interessano anche le iniziative del vostro partito, al quale potrei anche partecipare attivamente e dove si possono trovare punti d’unione con i circoli GL (Giustizia e Libertà) con cui collaboro (quello di Sassari in Sardegna) e che rappresento.


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