Inserito da: stefano anedda | 17 Novembre 2008

W LA SCUOLA. PUBBLICA!!

A distanza di anni dalla “rivoluzione” studentesca del ’68, finalmente, oggi, i giovani tornano ad essere i protagonisti e i soggetti principali nel nostro bel paese.

Finalmente, i giovani hanno detto “basta” e, nonostante lo slogan “ne bianchi ne neri”, dimostrano inconsapevolmente che stanno facendo politica attiva.

Per fortuna, direi.

Gli attacchi del governo al sistema d’istruzione pubblica sono ingenti e mirano ad uno solo scopo: arricchire la scuola privata e destabilizzare, se non mandare allo sbaraglio, tutta la scuola e l’università pubblica.

Con un governo che dialoga poco con il parlamento, immaginiamo quanto possa parlare all’intero paese, a ciascun cittadino!!

E’ ottima l’idea di scendere in piazza. E’ ottima l’idea di autogestirsi, di protestare con gli strumenti che si hanno. Gli studenti hanno dimostrato di non  aver paura delle conseguenze cui sarebbero andati incontro. La posta in gioco è ben più alta.

Quando Calamandrei parecchio tempo addietro pronunciò un discorso in difesa della scuola pubblica, che penso ormai tutti conosciamo, si è rivelato veramente profetico.

La destra conservatrice si è mostrata per quella che è: corporativa, anti egualitaria, pronta a distruggere le classi più deboli del paese.

Dalla scuola, si passa a distrugge il Welfare, da questo si passerà poi alla distruzione del sistema sanitario pubblico, reputato il migliore al mondo.

L’obbiettivo è chiaro: controllo delle coscienze, distruzione dell’informazione plurale, controllo delle masse attraverso la sola illusione di fare il loro “bene”.

Dopo di questo, si ha un paese “servo”, pronto ad obbedire al potere centrale. Sempre pronto a non contrastare il potere centrale.

Per questo faccio un grande applauso a tutti quei giovani che manifestano il loro dissenso, che danno la propria opinione, che fanno, lo ripeto, politica attiva. E’ questo che serve in paese democratico.

Tutti gli scioperi, tutte le manifestazioni, tutte le azioni di protesta, purché pacifiche, siano la spinta propulsiva per far vedere a chi ci governa che le redini di questo paese le abbiamo noi. Solo noi.

Aiutiamo la scuola pubblica a vivere, aiutiamola a migliorare. Impegniamoci nella gestione di ciò che è stato creato per il nostro bene.

Solo se saremo uniti e compatti, potremo far valere il nostro grido.

Le nostre urla: W la scuola pubblica!! Contro chi vuole negarci un futuro.



Risposte

  1. Dal Coordinamento nazionale dei docenti di diritto ed economia:
    S.O.S abolizione dello studio del diritto e dell’economia, stiamo raccogliendo contributi per l’acquisto di una pagina di un quotidiano nazionale per fare informazione sulle intenzioni del governo di falcidiare quel che resta della scuola pubblica, distruggendo il sapere dei cittadini di domani. Info su http://www.energiapulita1.wordpress.com e su http://www.docentidiritto.it


Lascia un commento

La tua risposta:

Categorie