bilancio elezioni 2008

L’Italia SVOLTA a destra

di STEFANO ANEDDA

IL 14 Aprile 2008 si può ricordare come la Waterloo della sinistra: di tutta, del PD e soprattutto della Sinistra l’Arcobaleno.

Non la Waterloo intesa da un importante top manager italiano (diceva fosse un trionfo delle truppe napoleoniche), bensì quella più comunemente nota come catastrofica ultima sconfitta di quello che fu l’imperatore dei francesi.

Alla fine gli assillanti sondaggi che i media ci hanno proposto e imposto per più di due mesi avevano visto bene, e il distacco (la voragine) tra i due principali sfidanti, Berlusconi e Veltroni, si è confermato e consolidato alla fine della partita, al momento del voto.

Alla fine “la più grande rimonta della storia” non c’è stata.

Il Nord non ha cambiato di una virgola le proprie scelte, raddoppiando i consensi alla Lega, e le regioni che si davano in bilico hanno alla fine proteso per il PDL.

Nonostante la legge elettorale “porcata” che tutti dicevano impedisse ad una maggioranza di governare, ecco invece una camera con circa 100 deputati in più per il PDL ed un senato con una cinquantina.

Ma il partito-coalizione che ha perso di più sotto gli occhi stupefatti di tutti, e la Sinistra l’Arcobaleno, che ha ricevuto solo un terzo dei consensi che i tre partiti che la compongono, PRC, PdCI e Verdi, avevano ricevuto sommati nel 2006, quando a capo della mega-coalizione di centro-sinistra c’era il Professor Romano Prodi, unico che riuscì a sconfiggere per ben due volte il Cavaliere di Arcore.

Questa volta a presentarsi erano diverse coalizioni, ma solo i due partiti maggiori erano i veri sfidanti, gli altri si stavano già preparando a raccogliere i cocci.

Il “correre da soli” tuttavia non ha danneggiato indistintamente i partiti più piccoli. L’UDC pur calando di 1 punto percentuale è riuscito a prendere due senatori superando la temutissima soglia di sbarramento regionale all’8 %.

La Sinistra l’Arcobaleno invece non ha raggiunto neppure quel 4 % nazionale che permette l’elezione di propri rappresentanti alla Camera.

Per i socialisti guidati da Enrico Boselli lo 0,8 % era aspettato, anche se a incrociare le dita sono stati tanto a lungo.

Il “correre da soli” ha cambiato la geografia del parlamento, dove esponenti della ex DC si troveranno a sedere nei banchi dove pochi mesi fa stavano il no-global Caruso o il senatore Turigliatto.

L’estrema destra di Santanchè non ha portato nessuno in parlamento, ma persone con idee affini sono passate con il PDL: la nipote del Duce, Alessandra Mussolini e il signor Ciarrapico, al quale piace ancora alzare il braccio destro teso.

Pure Roma svolta a destra. Dopo essersi aggiudicata il titolo di “roccaforte” del centro sinistra e dopo due giunte di Rutelli prima e di Veltroni poi, Lunedì 28 Aprile ha voltato le spalle al primo, che si è ripresentato dopo che WV ha assunto la segreteria del neo nato PD.

A vincere è il PDL, appoggiato dall’UDC, guidato da Gianni Alemanno, destra sociale, alto esponente di AN, il partito (post) fascista in fase di purificazione, per espiare quei “peccati” del passato non graditi dal Partito Popolare Europeo, di ispirazione cristiano conservatrice, cui vogliono fare parte automaticamente con l’ingresso nel Popolo della Libertà.

Questo è il bilancio finale di queste elezioni del 2008, dai toni soft e all’insegna del rinnovamento.

Per il centro sinistra una autentica Waterloo.

Per Berlusconi un’occasione di governare e di attuare programma e promesse senza “l’intoppo”, così accusava, dell’UDC in maggioranza. Senza scuse.

E quando fra qualche anno dovrà presentare inevitabilmente il conto agli italiani, dovrà essere giudicato senza nessuna attenuante.

Buon per lui.

Risposte

  1. Triste ma vero. E dire che stavolta i buoni propositi da parte del centrosinistra sembravano esserci. Ho creduto nel progetto di Veltroni, sfortunatamente (sigh) non avrò la possibilità di verificare se la fiducia era ben riposta.

  2. Ciao a tutti!
    Come molti dei frequentatori di questo sito sanno, io sono comunista, sono iscritto al PdCI. Faccio quindi parte di quello schieramento che alle elezioni ha preso la vera batosta, una disfatta oltre le più nere aspettative…
    Il progetto dell’Arcobaleno è stato evidentemente bocciato dagli elettori, e confesso che per me (come per tanti altri compagni) mettere la croce su quel simbolo così insignificante è stato un po’ faticoso.
    La legge elettorale, unitamente alla campagna elettorale condotta da PD e PDL hanno cacciato la sinistra dalle istituzioni italiane. Si è iniziato con la fondazione del PD, che ha detto alla sinistra “sciogliete i vostri partiti e venite con noi, oppure soccombete”, trattamento che non è stato riservato a un partito di quasi-destra come l’Italia dei Valori, con cui si è fatto coalizione. Poi c’è stata una paradossale campagna elettorale:
    PD e PDl si rincorrevano a vicenda dicendo ciascuno che l’altro copiava il programma (a dimostrazione di quanto fossero simili tra loro) fino alle canzoncine “meno male che silvio c’è” e “I’m PD”. Da un lato, quindi, si punzecchiavano in questo modo, dall’altro, però, invitavano gli elettori al “voto utile”, quindi, anzi che sottrarre voti l’uno all’altro, il PD li sottraeva alla sinistra e il PDL alla destra. Il significato del voto utile era che se non si fosse votato uno dei due partiti grossi, quasi certamente non si sarebbe ottenuta rappresentanza in parlamento. E così è stato, come ha detto Luciano Canfora: “si è cancellato il suffragio universale”, con più di tre milinoi di votanti che non hanno ottenuto rappresentanza.
    Pochi giorni fa Veltroni ha aggiunto che: “comunque è stato raggiunto un importante risultato: la semplificazione del quadro politico”. Beh, se semplificare il quadro politico significa semplicemente eliminare la sinistra, forse è accaduto…
    Ma ora la domanda è:
    la morte della sinistra (prchè senza comunismo e socialismo non c’è sinistra) è veramente un bene per l’Italia?

  3. penso proprio di no…non è un bene…
    se il Pd occupa i banchi dell’estrema sinistra e il PPL parte del centro sinsitra penso proprio che qualche problemino ci sia…o no??

  4. No, non credo.. nel governo prodi c’erano troppe discrepanze, non si poteva andare avanti così, ammettetelo.. il Pd ha drenato dalla sinistra una minoranza di voti, il resto se lo è preso la lega e il pdl in piemonte.
    Io credo che il governo prodi non dovesse neanche cominciare, dovevamo vincere largamente anche se dovevamo tenerci berlusconi 10 anni di seguito..
    ma in fondo è meglio così, ognuno per la sua strada (la strada delle riforme rimane sempre la nostra ovviamente, ciao!)

  5. Hai ragione da questo (e solo da questo) punto di vista..ma dover subire nuovamente Berlusconi e per di più con una opposizione soft (veramente morbida)….
    Non avere la sinistra e quel tipo di bagaglio culturale è pericoloso..il baricentro politico in parlamento si è spostato a destra..Gigi, devi darcene atto..è un dato di fatto. E poi guarda come anche atra i giovani (e i grandi) si sta riscoprendo la cultura della violenza contro il “diverso”. Quante le aggressioni e i pestaggi..con un governo che urla “allarme clandestini” e “da noi solo gente pulita” ha fatto risvegliare istinti tutt’altro che positivi..staimo attenti…come dicevo nel mio articolo “che grilli passano per la testa” pubblicato nel I numero del “Liceale” la situazione di caos e timoti fa sempre cercare un capo popolo pronto a “ristabilire” l’ordine..peccato che non tanto tempo fa questo capo popolo fu Benito Mussolini con i fasci di combattimento….Stiamo attenti a non far collassare il sistema. La sinistra, anche se non al governo (e se vi fosse tanto meglio) è una garanzia per tutti…e soprattutto per la democrazia, visto chi rappresenta la destra italiana..
    Stefano


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