“CHI CI SALVERÀ?”
di STEFANO ANEDDA
UNA politica inefficace, che si riempie d’insulti, rocca dei privilegi di status e del potere, distante dalle esigenze del popolo, espressione di politici che paiono tutti uguali, privi di veri ideali e che pensano solo al proprio tornaconto è l’immagine che attualmente molte persone hanno e che si portano dietro quando entrano nel seggio per porre la loro croce su un simbolo. In un terreno reso fertile dall’incertezza e dalla estenuante mancanza di risposte hanno crescita rapida e diffusa “qualunquismo” e “voto non consapevole”. E così tra i votanti c’è chi sceglie, senza proprie convinzioni, il candidato che “…dicono sarà il migliore perché gli altri non hanno fatto nulla…”.
La situazione diventa paradossale, in quanto il voto, scelta consapevole in base ai propri ideali, diviene invece arma micidiale nelle mani di chi “vota per sentito dire” o di chi è rimasto “illuminato” dagli abbaglianti, quanto semplicistici e generici, slogan populisti-pubblicitari che sempre più caratterizzano una certa politica. Il leader che riesce meglio a fare promesse che “parlano alla pancia”, lanciare insulti più fantasiosi all’avversario di turno, e convincere che ciò che fa è la scelta migliore, è proprio quello che riceverà questo tipo di voti, ottenendo così maggiori possibilità di avere la meglio sul rivale.
Questo grosso “pacchetto elettorale” può determinare, detto senza troppe perifrasi, l’elezione di un particolare governante ed è pericoloso perché lascia il destino dello stato in balia del voto disinformato.
Scegliere la classe dirigente è un compito arduo ed impegnativo, ma fondamentale. Bisogna avere una cultura che permetta di conoscere i programmi elettorali e di crearsi una propria coscienza politica, presupposto essenziale per fare una scelta giusta.
Già oggi i politici non sono tutti uguali, anzi, e per un osservatore attento le differenze diventano palesi.
Per ora bisogna scegliere con cura tra i soliti candidati presenti alle elezioni.
Per il futuro invece il discorso è totalmente diverso.
Riconosco infatti che bisognerebbe rifondare tutto il sistema da capo. E ristabilire nuovamente gli equilibri. È per questo che auspico per un domani non troppo lontano l’ascesa di una nuova classe dirigente.
E penso che solo un politico capace, di grande intelligenza e cultura, di grande apertura mentale, assistito da scienziati ed intellettuali, persone esperte da consultare per ogni materia nella propria opera di governo, possa e debba prendere le redini del comando.
Un eletto più che per volontà del popolo per vera convinzione del popolo. Capo di un governo assolutamente non autoritario (aberrante degenerazione presente oggi in Russia o in tanti stati africani) e privo di demagoghi di professione ai propri vertici.
Forse, un giorno, arriverà quest’uomo salvifico di cui già parlava Virgilio.
E sarà meglio per tutti.
Purtroppo concordo su tutto,la gente si sta allontanando sempre più dall’universo politico perchè,invece di preoccuparsi di creare un programma politico ufficiale, si dilettano ad insultare gli avversari delle altre fazioni
Da: silvietta su 1 Maggio 2008
alle 21:32
il popolo la salvezza se la deve fare da sè, non gli conviene sperare che questa gli arrivi ad opera di un qualche eroe..
Il problema è che è proprio il popolo a non essere in grado di costruirisi un futuro migliore.. In Italia siamo educati da Maria De Filippi, narcotizzati dal Grande Fratello.. Siamo di nuovo nella situazione in cui il popolo è privo della coscienza di sè e va verso una non meditata ma volontaria rinuncia ai propri diritti fondamentali, liquidando la politica con un “tanto sono tutti inarrivabili e comunque tutti uguali..” perchè la griffe che devono indossare per sfilare tra le vie di un paesino è più importante..
Siamo noi a doverci muovere, a dover far svegliare chi ci sta intorno e mantenere viva la speranza che il popolo decida di unovo le sue sorti
Da: michele serra su 5 Maggio 2008
alle 01:04
il mio “uomo salvifico” è ovvio che non può identificarsi in una particolare persona…piuttosto voglio indicare una mentalità nuova, che la classe dirigente deve possedere e che deve rompere con i vecchi schemi non più, a mio avviso, utilizzabili.
coraggio e buona volontà: dobbiamo rimboccarci le maniche….altrimenti..
Da: stefanoanedda su 15 Maggio 2008
alle 04:25
In Italia siamo così menefreghisti e ippocriti da dire:<> oppure come dice una canzone di caparezza: “tu non voti alle politiche, ma poi ti lamenti se le condizioni sono critiche oppure televoti l’isola dei famosi,d’Egitto, convinto di aver esercitato un tuo diritto”. Ogni italiano può così dire viva l’Uomo Qualunque! Io gli dico viva il comunismo! W il Liceale! Ste, uno di questi giorni ti porto l’articolo non preoccuparti!! Copio e incollo se necessario..
Da: roberto89 su 21 Maggio 2008
alle 08:20
Certo Robi….SCRIVI (E PORTA) L’ARTICOLO…
un salutooooo
Ste
Da: stefanoanedda su 22 Maggio 2008
alle 01:33
certo, certo, uno di questi giorni ti porto l’articolo..se ce la faccio anche prima che finisca la scuola
Da: Giampaolo Pansa (R.Orrù) su 30 Maggio 2008
alle 09:45